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Nutella Wanted

17 Giu

Si, so che avevo detto che non avrei parlato di cronaca -e che non avrei scritto la frase precedente- ma questa è assurda, davvero. E no, non avete capito male. In questi giorni il Parlameno Europeo sta definendo un un profilo nutrizionale generale per la grande maggioranza degli alimenti secondo cui i prodotti che hanno più di 10 grammi tra zuccheri e grassi ogni 100 non possono fare pubblicità con slogan nutrizionali o salutistici. (fonti: ANSA.itCorriere della sera e Susy).

Tecnicamente vengono “messi al bando” tantissimi alimenti, di cui la Nutella è solo un esempio. L’allarme arriva dal vice presidente del gruppo Ferrero, Francesco Paolo Fulci, che ci mette in guardia: non è che in futuro costringeranno a mettere sulle etichette anche “messaggi informativi” come sulle sigarette? Allora, prima di tutto parliamo di libertà di scelta. Il concetto è quello delle sigarette, insomma. Lo diceva Nick Naylor (Aaron Eckhart), il lobbysta del tabacco in Thank you for smoking: “Signori, si chiama educazione. E non viene dal lato di una scatola di sigarette. Viene dai nostri insegnanti e, cosa ancora più importante, dai nostri genitori. E’ compito di ogni genitore mettere in guardia i figli sui pericoli del mondo, incluse le sigarette, così un giorno saranno adulti e potranno decidere per se stessi.”

So che il parallelismo Nutella/Tabacco non è il top -e nemmeno il più appropriato- ma il succo, quello che vorrei sottolineare, è come si limiti in questo modo la libertà. Certo, non siamo COSTRETTI a non mangiare tutto ciò che esula dal profilo nutrizionale -non ancora, almeno- ma nel momento in cui diverrà -e sappiamo che se va avanti così succederà- opinione comune che sia “politicamente scorretto” farlo saranno sempre meno i consumatori nuovi, e diminuiranno quelli vecchi. E’ una sorta di tentativo di controllo delle nostre scelte, se vogliamo esagerare. Ora, il fatto che si tenti di farlo -almeno pare- per tutelare la nostra salute potrebbe anche essere accettato, ma ripeto dove mettiamo la libertà di scelta? E’ principio innegabile che tutti dobbiamo poter decidere per noi stessi, anche se questo dovesse comportare una nuda corsa solitaria cosparsi di miele nel parco di Yellowstone.

Anche se da un lato è apprezzabile che questo emendamento non segua le logiche commerciali -ma lo fa?- Fulci mette in luce le difficoltà che creerà all’industria dolciaria. Per non parlare di quelle alimentari tradizionali, il 99% dei prodotti tipici di qualunque nazione è assolutamente fuori dal range. Siamo sicuri di averne davvero bisogno? Siamo certi di non poterci gestire da soli, evitando di etichettare come “macchina della morte” -perchè questo è il messaggio di fondo: morte per colesterolo- una miriade di prodotti? Gli Americani, certo, non sono un esempio da seguire ma, voglio dire, siamo Europei! E alla fine come si dice… ciò che non ammazza ingrassa per non dire “che mondo sarebbe senza nutella”?

E.

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